Domanda aperta: Salviamo la terra Rispondete in tanti?
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Salviamo la terra?
Salvare la terra dipende da noi. Ce lo ripetono in continuazione gli scienziati, i politici, gli esperti, dalla TV, dai giornali, dai libri. In un certo qual modo posso essere d'accordo, anche se sinceramente mi permetto di dubitare leggermente di certi scenari catastrofici che ci vengono prospettati.
Prendiamo ad esempio il problema dell'acqua: sono d'accordissimo sul fatto che le risorse idriche siano mal distribuite, problema al quale purtroppo non può ovviare il cittadino. Certamente sono meno propensa a credere che fra qualche secolo l'acqua potrebbe scarseggiare o esaurirsi del tutto: l'acqua non è una risorsa che può finire, semmai può essere meglio o peggio utilizzata. Ma certamente odio gli sprechi, quindi cerco sempre di utilizzare meno acqua possibile per lavare i piatti così come i miei denti. Ma mi arrabbio abbastanza quando, puntualmente, ogni estate ci viene raccomandato di non fare la doccia tutti i giorni per non sprecare acqua: non vedo perché dovrei tenermi addosso il mio sudore quando sappiamo tutti benissimo che gli acquedotti del Sud Italia, a causa di manutenzione inesistente, perdono per strada più del 50% dell'acqua che trasportano! Mi sento leggermente presa in giro.
Sinceramente penso che, più ancora dei singoli cittadini, siano i governi o comunque le amministrazioni regionali e comunali che potrebbero fare molto per salvare la terra. Questo non vuol dire che possiamo vivere da scriteriati, ma rendiamocene conto, il potere maggiore non è nelle nostre mani. Una semplice riflessione che mi è venuta stamani mentre ero imbottigliata nel traffico (per fortuna con mio marito il più delle volte possiamo usare una sola automobile): quante volte ho sentito politici, amministratori, impiegati del collocamento esclamare scandalizzati che "la gente vuole il lavoro sotto casa"! Bene, invece di scandalizzarci vediamo di riflettere: oggigiorno moltissimi posti di lavoro si trovano in zone industriali mal servite o non servite del tutto dai mezzi pubblici, e non è un divertimento per nessuno sprecare tempo, nervi e benzina per attraversare la città in auto. In molti casi poi, anche avendo un posto di lavoro servito dai mezzi pubblici, ci si troverebbe ugualmente nella necessità di utilizzare l'auto per portare a termine, andando o tornando dal lavoro, le commissioni di ogni giorno. Se si pensasse (nei limiti del possibile, è ovvio) ad attuare una politica per agevolare la ricerca di un lavoro il più possibile vicino alla propria abitazione, già il risparmio in termini di denaro e salute sarebbe enorme. Prato, poi, è un caso limite: anche gli impiegati hanno come minimo due ore di pausa, e giustamente, non sapendo come utilizzarle, riprendono l'auto e tornano a casa per sbrigare almeno un minimo di faccende domestiche. Nessuno ha mai pensato che, se per legge la pausa massima per il lavoro impiegatizio fosse fissata in un'ora, nessuno più prenderebbe l'auto nella pausa (se non per percorsi limitatissimi), con un ulteriore enorme risparmio di denaro e salute!
Pensiamo poi al riciclo dei rifiuti: lungi da me il dare ascolto alle voci che vogliono che il separare i nostri rifiuti sia un'azione inutile, in quanto, una volta arrivati agli impianti, gli stessi verrebbero comunque gettati tutti insieme nello stesso calderone. Finché non avrò la prova inconfutabile che questo è vero, per me si tratterà sempre di una leggenda metropolitana, tirata in ballo dai soliti egoisti ai quali fa fatica dividere i rifiuti (ce ne sono molti, e purtroppo devo dire che spesso i più restii a riciclare sono gli anziani). Quindi, io riciclo. Carta, plastica, vetro, rifiuti organici.
Ma ci sono tante cose che non capisco. Ad esempio: perché, se a casa abbiamo la possibilità di riciclare la carta, qui nella zona industriale dove lavoro e dove ci sono decine di ditte questa possibilità non ci viene data? Perché le ditte non manderebbero al riciclo i loro documenti per paura dello "spionaggio industriale"? Basterebbe passarli prima in una di quelle macchinette che li riducono a striscioline. Rendiamoci conto di quanta carta va sprecata in questo modo.
Personalmente mi arrabbio anche moltissimo quando apro il cassonetto della carta e ci trovo dentro plastica, vetro, stoffa, una volta perfino uno scolapiatti usato! Ma porca miseria, non ti va di riciclare, sei pigro, ti scoccia? OK, non ti posso costringere, ma abbi almeno la compiacenza di non rompere le scatole a chi si impegna, e per favore butta tutti i tuoi rifiuti nel cassonetto generico!
Ma c'è di peggio. Ci ho pensato Lunedì scorso quando sono tornata a casa con il mio solito settimanale (lo stesso che mi aveva dato la tremenda delusione dei DVD di Carosello) e l'ennesimo libro non richiesto. Questo settimanale, che fra l'altro è uno dei più diffusi se non il più diffuso d'Italia, ogni volta che inizia una qualche collana di libri (e ne inizi
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100202104246AAR6XU8