Domanda aperta: Di Pietro, Contrada e la cena del 1992 ?
Il tentativo di farle sparire, ne esistevano altre otto.
ROMA - Alcune foto che era stato ordinato di distruggere inquietano Antonio Di Pietro. Sono quattro foto scattate il 15 dicembre del 1992 con il futuro leader di Italia dei valori seduto a tavola, durante una cena conviviale in una caserma dei carabinieri, fra alcuni ufficiali arruolati nei servizi segreti, uno 007 eccellente come Bruno Contrada e un altro James Bond vicino alla Cia, arrivato da Washington per una targa ricordo della famosa «Kroll Secret Service» all’ospite d’onore, appunto Di Pietro. Solo una cena. Niente di male, come ha già fatto sapere lo stesso Contrada attraverso il suo avvocato. Solo una occasionale e innocua chiacchierata prenatalizia fra amici e colleghi, fra investigatori e soltanto un magistrato. Una cena immortalata da una macchina fotografica senza pretese che salta fuori giusto per un ricordo, appena qualche scatto, dodici per l’esattezza, come si accerterà nove giorni dopo, quando tutti si preoccupano e a tutti fanno giurare di bruciare ogni copia.
Tante le telefonate incrociate quel maledetto giorno, il 24 dicembre del 1992. Il giorno dell’arresto di Bruno Contrada, allora numero 3 del Sisde, funzionario sotto mira dei colleghi di Paolo Borsellino sin dalla strage di via D’Amelio, cinque mesi prima. E scatta una gara a farle sparire. Ognuno assicura che lo farà . Forse per evitare di ritrovarsi un giorno davanti al funzionario mascariato dalle rivelazioni di alcuni pentiti come Gaspare Mutolo, scagliatosi in ottobre contro ‘u dutturi e contro Domenico Signorino, pm con Giuseppe Ayala al primo maxi processo. Un giudice antimafia nelle mani dei Riccobono, secondo i primi scoop. Seguiti dal suicidio di Signorino, il 3 dicembre. Un drammatico evento del quale non si può non parlare alla cena organizzata con i vertici dei Servizi nella caserma del comando Legione di via In Selci dal capo del reparto operativo dei carabinieri di Roma, Tommaso Vitagliano, allora colonnello, oggi generale di brigata. Ma le storiacce di mafia non sono l’unico argomento di conversazione perché quel 15 dicembre, a metà giornata, l’Ansa ha ufficializzato con un dispaccio l’avviso di garanzia contro Bettino Craxi per concorso in corruzione, ricettazione e violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. È il provvedimento firmato con Saverio Borrelli e gli altri colleghi del pool di Milano proprio da Tonino Di Pietro la sera precedente, il 14. E, ventiquattro ore dopo, il giudice per il quale mezza Italia ormai tifa sta lì a tavola, Contrada seduto accanto a lui, l’agente americano pronto con la targa premio.
Perché si sono affannati a distruggere quelle foto con un giuramento tra i partecipanti a quella cena

Perché se le foto non costituiscono nessuna prova e la cena era conviviale tutti si sono adoperati per distruggere quelle foto ??
A che pro ?
Forse quelle foto erano compromettenti perché immortalavano una cena dove i commensali non dovevano essere visti insieme altrimenti compromettevano qualche operazione strana

Insomma questa storia non convince nessuno è troppo torbida per essere solo una cena !
Voi che ne pensate ?
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Betty
è vero ora crediamo alle sue parole
ahahahhahahha questa era una cena di MASSONI altro che storie altrimenti non si fanno sparire le foto ,poi Contrada e un agente della CIA si era una scampagnata !!!
MA PER PIACERE !!
ma quante ancora ne dovremo sentire su quest'uomo LIMPIDO COME UNA FOGNA
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100202153513AAD8tJE